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La Settimana Agostiniana Pavese
Ispirata e voluta da
Paolo VI di v. m. si celebra dal 1969 Paolo VI, devoto ammiratore e
appassionato lettore d’Agostino, può ritenersi a pieno titolo
l’ispiratore dell’iniziativa religioso-culturale della Settimana
Agostiniana Pavese, che dal 1969 si celebra annualmente in concomitanza
con la festa liturgica del battesimo d’Agostino, il 24 aprile.
L’esortazione del Pontefice al neo vescovo di Pavia, Mons. Antonio
Angioni (settembre 1968), di valorizzare la presenza dell’urna santa di
S. Agostino, di cui si glorierebbe qualsiasi città della terra, per
accrescerne non solo la venerazione ma invitare tutti alla conoscenza e
alla meditazione delle grandi opere del Santo.
Il vescovo, al quale va
il merito dell’ iniziativa, che ha due momenti significativi: uno
strettamente religioso nella Basilica di S. Pietro in Ciel d’oro,
l’altro specificamente culturale in ambito universitario, trovò la
pronta e convinta adesione dei Padri Agostiniani di Ciel d’Oro, che
coinvolsero il Priore Generale dell’Ordine, A. Trapè, e il Provinciale
della Provincia Ligure-lombarda, dei Docenti universitari qualificati
nello studio del pensiero agostiniano, in primis il cardinale M.
Pellegrino, arcivescovo di Torino e professore nell’Università di
letteratura cristiana antica, i professori G. Lazzati, rettore della
Cattolica di Milano, M. F. Sciacca dell’Università di Genova e L.
Alfonsi dell’Università di Pavia e del Corpo docente del Seminario
teologico: degni di nota e stima, Don Cesare Angelini, rettore del
Collegio universitario Borromeo, dove si tennero le conferenze della
prima Settimana nel 1969, Faustino Gianani, memoria storica di Pavia,
Paolo Magnani, rettore del Seminario, poi vescovo di Lodi e di Treviso,
Giuseppe Casati, professore di latino e greco e di Patrologia.
I compiti organizzativi
e di segreteria furono affidati a due giovani Agostiniani, freschi di
studi teologici e agostiniani a Roma, docenti nel Seminario diocesano,
Giovanni Scanavino, ora vescovo d‘Orvieto-Todi e Giancarlo Ceriotti, che
gli subentrò, quando passò a Roma nella curia agostiniana. Sin dagli
inizi valida e preziosa fu la collaborazione, tuttora in corso, del
giovane prof. L. F. Pizzolato, docente di letteratura cristiana antica e
Direttore del Dipartimento di Scienze religiose alla Cattolica.
Ripensando al cammino
percorso – siamo alla XXXIX edizione (1969-2007) – è naturale
ringraziare il Signore e S. Agostino e plaudire all’entusiasmo del buon
vescovo Angioni che, nelle difficoltà, non ha mai mancato di rimarcare
l’impegno e il lavoro serio e costante presso il clero e i laici per
creare una tradizione, com’era solito dire. Le varie riunioni in
episcopio, allargate anche ad esponenti dell’Azione cattolica e agli
insegnanti e maestri cattolici, in Seminario e nel convento di Ciel
d’oro, misero rapidamente in moto l’organizzazione, realizzando il
programma prestabilito (20-24 aprile 1969).
Nel primo dépliant
illustrativo, presentando l’iniziativa, che ebbe straordinario successo,
superiore ad ogni aspettativa, scrive: “La Diocesi di Pavia e l’Ordine
Agostiniano, custodi delle sacre e venerate Reliquie di S. Agostino,
interpretando un desiderio del Santo Padre, allo scopo di onorare il
grande Dottore della Chiesa e di presentarne il pensiero sempre attuale
agli uomini del nostro tempo, indicono in coincidenza con la festa
liturgica della Conversione di S. Agostino una Settimana Agostiniana,
alla quale si ripromettono di farne seguire altre nei prossimi anni.
Valenti studiosi della figura e del pensiero del Santo presenteranno il
suo itinerario alla fede, dall’esperienza manichea all’incontro con S.
Ambrogio e con lo spiritualismo neoplatonico, fino alla fede completa e
alla vita rinnovata in Cristo. Si augurano che l’iniziativa trovi
favorevole accoglienza tra quanti ammirano ed amano il santo Dottore, in
particolare tra gli uomini di cultura, i professionisti, gli studenti”.
Le pagine preliminari
del volume degli Atti, la cui pubblicazione si deve alla generosa
munificenza del Signor Carlo Ponzio delle Industrie Lito-Tipo Mario
Ponzio, tracciano la cronistoria degli avvenimenti attraverso la lettera
gratulatoria di Paolo VI, che approva, plaude e benedice l’iniziativa (7
aprile 1969), l’appello del Vescovo pavese, memore dell‘udienza del S.
Padre e del solenne pontificale del 24 aprile 1960 del card. Giovanni
Battista Montini, allora Arcivescovo di Milano, in cui rivolse ai fedeli
l’invito a onorare S. Agostino “nella sua grandiosa personalità di
pensatore, di scrittore, di maestro non solo della Chiesa, ma del mondo”
(5 aprile) e la partecipe adesione del P. Generale degli Agostiniani,
impossibilitato a partecipare perché impegnato nella visita canonica ai
conventi dell’Ordine in Sudamerica (27 marzo).
Grazie al Magnifico
Rettore, l’Alma Ticinensis Universitas, divenne la sede abituale
delle lezioni: l’anno seguente le lezioni si svolsero nella prestigiosa
Aula del Quattrocento, quindi, salvo eccezioni, nella gloriosa e storica
Aula Foscoliana.
Dal ‘69 all’81 il
momento culturale, assecondando il desiderio del Vescovo e tenendo
presenti le istanze religiose e pastorali della CEI, ebbe carattere
monografico. In concomitanza con la ricorrenza liturgica della
conversione e del battesimo, si iniziò con l’Itinerario della fede in
Agostino. I titoli dei 9 volumi di Atti, ormai esauriti, sono i
seguenti: S. Agostino educatore (1970); Ateismo o ricerca di
Dio? (‘71); Provvidenza e Storia (’72); Chiesa e salvezza
(’73); Chiesa e cultura (‘74); S. Ambrogio e S. Agostino: due
vescovi santi a confronto, (1975); Chiesa e Stato (’76);
Evangelizzazione e comunità (’79). Per vari motivi mancano gli Atti
di alcune Settimane, in cui o si sono tenute delle tavole rotonde o c’è
stata un’unica relazione. Nella prima fase i relatori, anche di fama
internazionale, erano prevalentemente italiani (23 su 27, tenendo
presente che alcuni hanno partecipato due o più volte): gli stranieri –
tre spagnoli e un irlandese – erano Agostiniani. Con tutti il clima è
stato d’autentica fraternità e sincera amicizia.
Le celebrazioni
religiose in Basilica, presiedute da Vescovi e Cardinali mantennero
sempre il ritmo consueto: tra i Cardinali, oltre a M. Pellegrino,
ricordiamo con stima e simpatia G. Colombo, G. Garonne, G. Siri, A.
Casaroli, C. Confalonieri, S. Guerri. Né bisogna trascurare gli incontri
spirituali al clero e alle religiose della Diocesi, tenuti in Basilica e
in sacrestia.
Nel 1980, oltre la
Settimana d’aprile sul tema Evangelizzazione e sacerdozio, si
tenne, in occasione del XV centenario della nascita di Severino Boezio.
Il Congresso Internazionale di Studi Boeziani (Pavia, 5-8 ottobre
1980), ambientato nella Basilica, che ne conserva le gloriose reliquie
nella cripta, “giuso in ciel d’auro”, e nell’Università di Pavia (Aula
Foscoliana), con folta e qualificata partecipazione d’illustri docenti
di varia provenienza. Il volume degli Atti, edito da Herder (Roma 1981)
e stampato da Mario Ponzio, raccoglie 20 relazioni e 8 comunicazioni, di
386 pagine, a cura del prof. Luca Obertello.
Negli anni ’80, calati
e affievoliti la partecipazione e l’interesse, facendo il punto della
situazione, si decise un cambiamento di rotta, passando alla lettura
diretta dei testi agostiniani, al fine di una conoscenza più immediata e
profonda, favorendo con borse di studio la partecipazione di giovani
laureandi e ricercatori appassionati ad Agostino. E’ nata la Lectio
Augustini: lettura e commento, seguendo, per quanto possibile,
l’ordine cronologico delle opere. La lectio si articola in relazioni di
specialisti, provenienti da ogni parte del mondo, e comunicazioni di
giovani laureandi e ricercatori. Relazioni e comunicazioni, approvate
dal comitato scientifico, sono pubblicate nel volume degli Atti. Alla
nuova iniziativa, riconosciuta valida e interessante dagli esperti,
hanno aderito e collaborato la Diocesi di Pavia, gli Agostiniani di Ciel
d’Oro, il Dipartimento di Scienze religiose della Cattolica e l’Istituto
Patristico Agostiniano di Roma.
Le Confessioni,
come introduzione biografica e profilo spirituale di Agostino, hanno
richiesto il tempo di un quadriennio (1982-1985), avviando il cammino di
preparazione al XVI centenario della conversione e del battesimo
(1986-87), che ci ha visto attivi promotori, con altri enti, dei tempi
d’attuazione e delle tematiche relative alla conversione, all’ambiente
(Le terre di Ambrogio) e al battesimo, senza dispersione in tanti
rivoli.
La pubblicazione degli
Atti avviò e favorì la nascita e l’attività della casa editrice
Augustinus di Palermo, che raggiunse un livello qualificato ed elevato
con tre dignitosi volumi: Agostino e la conversione cristiana, a
cura di A. Caprioli e L. Vaccaro, con interventi di C. Castelbarco
Albani, H. U. Von Balthasar, G. Biffi, L. Alici, G. Saldarini, L.
Beretta, S. Colombo; L’opera letteraria di Agostino tra Cassiciacum e
Milano. Agostino nelle Terre di Ambrogio (1-4 ottobre 1986),
con relazioni di G. Reali (Contra Academicos), L. F. Pizzolato (De
beata vita), J. Doignon (De ordine), J. Oroz Reta (Los
Soliloquios), G. Madec (De immortalitate animae), G. Folliet(Corrispondenza
tra Agostino e Nebridio); Agostino a Milano. Il Battesimo. Agostino
nelle terre di Ambrogio (22-24 aprile 1987) con interventi di M.
Sordi, L. F. Pizzolato, A. Solignac, A. Paredi, A. Caprioli, M.
Mirabella Roberti, M. L. Gatti Perer, card. C. M. Martini.
La prima parte del
Colloquio Internazionale si svolse a Villa Cagnola a Gazzafa, la parte
milanese in Cattolica. I due momenti furono, sotto ogni punto di vista,
un successo, sia per la competenza dei relatori, la presenza qualificata
di borsisti e la vasta ed attenta partecipazione di pubblico. Possiamo
affermare, senza tema di smentita, d’avere raggiunto il top con le
celebrazioni del duplice Congresso internazionale su Boezio e la
conversione d’Agostino, di risonanza mondiale: sono sicuramente il
nostro fiore all’occhiello.
La lectio delle opere
d‘Agostino prosegue ininterrottamente: terminati i Dialoghi (De
musica, De libero arbitrio, De magistro), siamo passati alla
questione manichea con una nutrita serie di opere, raccolte in tre
volumi di Atti; dalle opere minori sulla fede (De vera religione, De
utilitate credendi, De fide rerum quae non videntur) abbiamo
indagato il rapporto Fede e vita (De fide et symbolo, De agone
christiano, Enchiridion) e il problema morale verità e bugia (De
mendacio, Contra mendacium). Dai testi scritturistici - commenti
alla Genesi, De doctrina christiana, rapporto iniziale d’Agostino
con l’Apostolo (lettere ai Romani e ai Galati) – abbiamo iniziato ad
affrontare le questioni sulla grazia (De diversibus quaestionibus 83,
De div. quaest. ad Simplicianum, De 8 Dulcitii quaest.) e la
dottrina ecclesiale a contatto con movimenti ereticali e scismatici, che
hanno impegnato a lungo il vescovo ipponense (Pelagianesimo e Donatismo).
Ora stiamo terminando il De civitate Dei: quest’anno i libri
XVII-XIX; l’anno prossimo la conclusione.
La lontananza per
alcuni anni da Pavia (1994-96; 1999-2001) ha avviato e favorito nuovi
rapporti col mondo accademico italiano nel nome d’Agostino: la lectio,
divenuta itinerante, ha sostato nelle Università di Perugia - da anni
funziona ottimamente un Centro di Studi Agostiniani - e di Pisa.
Ricorrendo il V Centenario della dedicazione della Chiesa di S. Stefano
Protomartire, già chiesa conventuale degli Agostiniani, siamo stati a
Venezia partecipando al Convegno S. Agostino e il destino
dell’Occidente (2-4 Maggio 1996). In Cattolica a Milano (1999-2000)
e nella sede staccata di Brescia (2001) abbiamo letto e commentato i
primi 10 libri del De civitate Dei, richiamando il rapporto tra
l’epistolario e il De civitate Dei: la relazione di G. Visonà
introduce il primo volume degli Atti dedicato alla Città di Dio.
Rientrati a Pavia, dove
l’iniziativa, frutto di comune interesse e di concorde volontà, è sorta
e si è sviluppata, abbiamo ottenuto il riconoscimento ministeriale di
corso di formazione dei docenti e di credito formativo degli studenti.
Non mancano gli apprezzamenti delle riviste specializzate. Gli Atti,
spesso citati da autori e scrittori competenti, sono appezzati nel mondo
accademico. Alcuni dei primi relatori continuano a partecipare alla
Settimana, che rimane, a detta di molti, un riferimento essenziale. I
più giovani, da noi sollecitati e spronati, sono diventati valenti
ricercatori e studiosi e collaborano con traduzioni e scritti alle
pubblicazioni agostiniane. L’intento di favorire e aiutare i giovani
nello studio e nel lavoro serio, affascinati dalla figura e dalla
dottrina d’Agostino, che ammonisce: Non affrettarti a voler udire ciò
che non comprendi, ma cresci per comprendere (en. in ps. 38,3), è per
noi motivo di grande gioia e soddisfazione, chiara dimostrazione
dell’asserto del vescovo africano che aveva il culto del libro: Sunt
quaedam deliciae sanctae et bonae in libris (ibi,2).
Qualche dato statistico
può chiudere il discorso, richiamando nomi e provenienza dei
collaboratori della lectio, dalle Confessioni alla Città di
Dio, tralasciando quelli del Congresso Internazionale già citati.
Alla trentina di relatori italiani, con tre agostiniani (G. Ceriotti, N.
Cipriani, V. Grossi), bisogna aggiungere la ventina di stranieri:
francesi (sette), spagnoli, irlandesi, inglesi, olandesi, svedesi,
canadesi, statunitensi, maltesi, tra cui due agostiniani (J. Rodriguez,
P. Grech). Alcuni, in tempi più o meno recenti, ci hanno lasciato:
accanto al vuoto, colmato in parte dalle comunicazioni di una quindicina
di loro ricercatori, che hanno raccolto la testimonianza, rimane vivo il
ricordo, l’apprezzamento degli studi, l’amicizia sincera.
Questo, a mio parere, è
certo un merito d’Agostino, che sa accomunare gli uomini, uniti dagli
interessi e dall’amore, come egli stesso scrive e predica. Non si
conosce nessuno se non mediante l‘amicizia (De div. quaest. q.71,5).
Dammi un cuore che ama e capirà ciò che dico (In Jo. ev. 26,4).
p. Gian Carlo Ceriotti
OSA, 17/04/2007
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